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La Toscana, regina dell’Olio Extravergine di Oliva

Anche oggi parliamo di olio evo con un estratto dell'articolo della nostra amica Antonietta Mazzeo pubblicata su La Madia, rivista specializzata nel settore della ristorazione, dell’accoglienza, della cultura alimentare e vinicola.

 

Gli olivi delle colline toscane, interpreti di un paesaggio straordinario, noto ed ammirato in tutto il mondo, da secoli sono all’origine di un prodotto di considerevole rilevanza culturale, storica, ed economica: l'olio extravergine di oliva.

La presenza dell'olivo in Toscana è attestata fin dalla metà del VII secolo a.C. e notizie della sua coltivazione si trovano nell'epoca etrusca, romana e medioevale. A partire dal tardo Medioevo l'olivicoltura si è poi progressivamente sviluppata e diffusa in molte zone della Regione assumendo, nei secoli, l'importanza che oggi riveste. L'olio è un prodotto simbolo per la Toscana; la filiera è complessa ed articolata, dagli oliveti delle province di Firenze, Siena ed Arezzo, con ulivi in maggior parte rimessi a dimora dopo il gelo del 1985, agli oliveti alti e fitti dei Monti Pisani o della Versilia, alle grandi piante della Maremma, l'olivo simboleggia senza posa, un elemento imprescindibile del paesaggio toscano.

Particolarmente apprezzati dal mercato nazionale e internazionali, gli oli toscani offrono una vasta gamma aromatica, che spazia dal fruttato al vegetale, dal dolce al piccante e all’amarognolo. Più del 90% del patrimonio olivicolo regionale è costituito da poche cultivar: Frantoio, Moraiolo, (caratterizzato da una precoce messa a frutto e da una produttività costante ed elevata), Leccino, Maurino e Pendolino. A seconda della posizione geografica, delle condizioni climatiche, dell’esposizione al sole e della composizione dei terreni in cui trovano ospitalità gli olivi, gli oli extra-vergine toscani risultano estremamente diversi fra loro. Ogni olio extravergine di oliva è legato al proprio territorio e ne esprime le caratteristiche, così gli oli toscani parlano delle particolarità della propria terra attraverso le proprietà organolettiche.

Negli oliveti toscani sono presenti altre varietà minori. Si tratta di un immenso patrimonio genetico, selezionato e riprodotto localmente nel corso dei secoli, che forma con l'ambiente naturale un insieme inscindibile; Americano, Arancino, Cuccu, Cuoricino, Lazzero, Madonna dell’Imprunera, Melaiolo, Puntino, Tondello, queste sono alcune delle più curiose e meno note cultivar toscane diffuse a livello locale.

Dal 1998 "l’Olio extravergine di oliva Toscano" è un marchio IGP al quale si sono poi aggiunte alcune DOP per gli oli extravergini di oliva: "Chianti Classico", "Terre di Siena", "Lucca" e "Seggiano".

 

Cultivar Frantoio

“Frantoio”: cultivar originaria della Toscana, si è diffusa in tutta Italia ed in quasi tutte le zone olivicole del mondo, grazie alla sua elevata e costante produttività ma soprattutto alla riconosciuta qualità del suo olio extra-vergine.

“Olivastra Seggianese”: cultivar resistente alle basse temperature invernali, questa caratteristica ne ha consentito la coltivazione nell’area pedemontana del Monte Amiata, antico vulcano spento, ad un’altezza compresa tra i 450 e i 650 mt s.l.m..

 

Cultivar Leccio del Corno

“Leccio del Corno”: la pianta si caratterizza per essere una varietà tipicamente toscana, in particolar modo, dei vari comuni intorno a Firenze, nel corso degli ultimi anni è stata ampiamente rivalutata  per sue peculiari caratteristiche, di  cultivar fortemente “rustica”.

L'individuazione di questa particolare cultivar è avvenuta nel lontano 1929, presso la località di San Casciano in Val di Pesa, all'interno della fattoria del Corno, da cui poi ha avuto origine il nome che la identifica.  I fiori sono autosterili e per allegare hanno la necessità di ricevere l'impollinazione incrociata, che si verifica, nella maggior parte dei casi, con altre cultivar, come ad esempio il Frantoio, il Moraiolo, il Leccino o il Maurino. ... L'olio che viene ricavato da queste particolari olive si distingue per le qualità organolettiche quanto mai importanti e rinomate.

 

La Toscana si conferma uno dei protagonisti della scena olivicola nazionale, una regione che continua a elargire gradevoli doni agli appassionati “dell’olio buono”, grazie ai tanti e significativi investimenti fatti sugli impianti, e a una serie di aziende di altissimo livello. Una terra che ha fatto dell’olio uno dei suoi simboli più rappresentativi, dolci colline  punteggiate da vigne e ulivi, uno scenario rurale unico e famoso in tutto il mondo, dove la  qualità … nasce dal paesaggio !


Antonietta Mazzeo:

Tecnico ed Esperta degli Oli d’Oliva Vergini ed Extravergini